Fonti di energia alternative: vantaggi o mero business?

Negli anni sessanta il ministro La Malfa sosteneva che “una classe dirigente politica deve sempre stare non uno ma dieci passi avanti rispetto al Paese ed assumersene le relative responsabilità“.

Erano anni diversi, mancanti, senza dubbio, di una coscienza comune che nel tempo si sarebbe poi strutturata in fondazioni, movimenti, circoli, clubs e associazioni.

Soprattutto sul piano della tutela ambientale e sul più generale campo della qualità della vita, oggi non è solo la politica a dover “ripensare” il futuro ma, anzi, essa viene costantemente stimolata, e, per certi versi, indirizzata, da una moltitudine di soggetti preparati sul piano scientifico e onesti sul piano intellettuale.

Trovo questa dialettica fra politica e “movimenti” importantissima e sicuramente insostituibile per un corretto percorso di sviluppo.

Vorrei, per questo, lanciare un allarme in controcorrente con quanto, purtroppo, in questo periodo succede sul piano ambientale e cioè sulla “rapina” che le cosiddette fonti alternative di energia vanno costantemente perpetrando sul nostro territorio.

Materia certamente complessa e, per certi versi, ancora sperimentale, ma i cui effetti non soltanto sono ben visibili sul piano ambientale ma ci costringono a fare i conti, così come siamo oramai abituati a fare, con un futuro di incognite circa lo smantellamento e lo smaltimento.

Mi riferisco chiaramente al forsennato sviluppo dell’installazione di impianti di energia eolica e fotovoltaica.

Parlarne significa discutere di affidabilità degli impianti, di valutazioni di impatti ambientali, di competenze istituzionali, di vocazione del territorio, di ricadute occupazionali, di re-distribuzione di risorse, ma anche di cambiamenti culturali e sociali.

Per questa complessità di implicazioni mi permetto di interrogarmi sulla concreta possibilità che le cosiddette fonti alternative di approvvigionamento energetico – eolico e fotovoltaico – alleggeriscano l’uso di carbone, sulla necessità che la nostra costa e la nostra campagna debbano abbandonare le loro naturali vocazioni di accoglienza e di produzione agricola per lasciare spazio ad una selva di torri eoliche ed a “mari” di pannelli fotovoltaici, e sui reali vantaggi per le popolazioni residenti nei territori dove tali produzioni si insediano.

Personalmente, convinto che la politica debba certamente e soprattutto porre domande giuste ma che possa anche fornire buone risposte, rimango dell’avviso  che  sul nostro territorio si sta perpetrando un grande scempio.

Credo che l’eolico e il fotovoltaico siano dei grandi business esclusivamente per chi li produce e chi li installa, che il loro impatto sulla nostra terra stia inevitabilmente uccidendo le nostre più antiche e più nobili vocazioni, che non ci sarà alcun vantaggio , né singolo e né collettivo, e che ci ritroveremo presto con una serie di problemi connessi allo smaltimento di queste cattedrali di guglie e di tappeti.

Trovo già doloroso scoprire nella nostra bella campagna insediamenti che, per il solo espediente di restare entro determinati parametri legislativi imposti dalla regione, ne snaturano e ne deturpano l’aspetto.

Io ho il dovere di intervenire presto e bene unendo le forze di quanti come me amano questo territorio; lo farò con tutti i mezzi della politica così come ho già fatto, ma credo che sia arrivato il momento per tutte quelle associazioni ed organizzazioni ambientaliste di far valere la loro voce ed di intervenire con efficacia e tempestività. Prima che sia troppo tardi.

3 Commenti a “Fonti di energia alternative: vantaggi o mero business?”

  • emanuele:

    La nostra terra è stata per troppo tempo usata speriamo che finalmente la si smetta..hai perfettamente ragione marcello..

  • flavio fornari:

    Questo tipo di esternazioni e dichiarazioni “sensoriali” appartengono al tipo di politica del secolo scorso, ormai sorpassato, pieno di “credo” “penso” e “ritengo” logori e quasi blasfemi. Non un dato tecnico sull’efficacia, l’economicità e la sostenibilità eco-ambientale che questo tipo di tecnologie possono apportare alla comunità. Sull’impatto ambientale direi di non affrontare nemmeno il paragone alla proposta del suo partito che punta sull’energia nucleare.. Sarei curioso di sentire come l’amministrazione regionale, nell’ipotesi da voi promossa, si troverebbe ad argomentare l’installazione di una centrale nucleare sulle coste del Gargano o sulle belle campagne del Salento… E’ ora che questo modo di far politica venga “superato” e sostituito da argomentazioni e dati reali, forse è il momento che la classe politica venga sostituita da “tecnici” che i problemi sono abituati a risolverli, e non come sono abituati a fare i politici di oggi, a “cavalcarli”.
    Cordiali saluti.

  • maurizio:

    credo sia mero business che coinvolge tutti poteri del territorio. lottiamo per difendere la ns. terra e la ns. salute.

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